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Patente per agenti dal 14 maggio
Nuova Agenzia a Napoli – zona Pianura

E’ ufficialmente entrata nel nostro Network
l’Agenzia di Napoli – zona Pianura.
Diamo al sig. Raffaele Santoro e a tutti i suoi Collaboratori
il nostro caloroso benvenuto!
TROVOCASA – CORRIERE DELLA SERA – 9 maggio 2012
Presentiamo un’importante iniziativa pubblicitaria presentata dalle Agenzie L’Immobiliare.com di Milano sul CORRIERE DELLA SERA, inserto TROVOCASA.
Di seguito la pagina pubblicitaria pubblicata il 9 maggio 2012.
Advisor – maggio 2012

L’IMMOBILIARE.COM
Nuovi ingressi nel network Immobiliare.com. Si tratta di 12 nuove agenzie che hanno deciso di sposare il modello di networking realizzato e fondato da Augusto Grimaldi, amministratore delegato della società.
Le 12 agenzie del network sono tutte caratterizzate da una lunga storia e si trovano sono a: Napoli Arenaccia, Napoli Duomo, Napoli Centro, Napoli Pianura, Napoli Soccavo, Posillipo, Casavatore, Pomigliano, Marigliano, Brusciano, San Vitaliano e Aversa, in provincia di Caserta.
Con questi nuovi ingressi il network della famiglia Grimaldi raggiunge il numero di 50 agenzie e la presenza in 7 regioni italiane: Lombardia, Piemonte, Veneto, Lazio, Campania Puglia e Sardegna.
Fonte: Advisor – n. 5 – maggio 2012
Sale la propensione all’acquisto immobiliare
È vero, per il settore immobiliare i tempi non sono proprio i migliori, ma quel che sembra evidente è la voglia di contrastare la crisi economica, nonostante tutto. Immobiliare.it ha svolto la sua consueta analisi trimestrale della percezione degli Italiani nei confronti dell’andamento del mercato immobiliare, e ha registrato un piccolo miglioramento dell’ottimismo degli Italiani nel settore. Vediamo insieme i dati nel dettaglio.
Per un italiano su due è un buon momento per comprare casa
L’indice di fiducia dei consumatori (trovate qui il report completo) è uno strumento creato per monitorare regolarmente come gli italiani guardano al mercato immobiliare; analizzando il parere di un campione di circa 5.000 utenti che negli ultimi tre mesi hanno effettuato una ricerca o pubblicato un annuncio, dimostrando quindi interesse al tema “casa”, il portale può capire il “sentiment” dei suoi utenti da una prospettiva privilegiata ed attendibile. Cosa è successo, quindi, nel primo trimestre dell’anno? La notizia è che, finalmente, si torna ottimisti: dopo sei mesi in cui la percentuale degli italiani che credono sia un momento buono per comprare casa era rimasta ferma al 45%, ora sale al 49%. Se siamo lontani dalla percentuale riscontrata a luglio 2011 (54%), va detto che si tratta pur sempre di una inversione di tendenza da guardare con positività. In fondo, un’iniezione di ottimismo al mercato immobiliare fa sempre bene.
I risultati dell’indagine
Se aumentano gli italiani che reputano questo un momento propizio per l’acquisto, diminuiscono quelli che credono sia meglio procrastinare gli investimenti immobiliari di dodici mesi (sono il 18,3%, mentre erano il 21,7% tre mesi fa). Cala anche la percentuale di chi non ritiene sia un buon momento per comprare: è al 18,6%, mentre era al 21% tre mesi fa. Di pari passo si registra, sul fronte della vendita, un lieve calo della percentuale di chi pensa non sia un buon momento per vendere. Mentre tre mesi fa era al 71%, ora siamo al 69%. Crede sia il caso di aspettare dodici mesi, perché in futuro la situazione sarà migliore, l’11,9% degli intervistati.
L’analisi di Immobiliare.it ha voluto capire quale sia l’idea che gli Italiani si sono fatti per quel che concerne l’andamento dei prezzi delle case: l’indagine sull’ultimo trimestre del 2011 aveva rilevato un aumento di ben dieci punti percentuali di chi ipotizzava un calo dei prezzi di vendita (erano il 47,4% del campione); oggi, invece, quell’ottimismo riscontrato parlando di compravendite si ripercuote anche sulla percezione dei prezzi: la percentuale riscende sotto la soglia del 40% (39,3%, precisamente). In forte aumento anche la percentuale di chi ipotizza una stabilità dei prezzi: sono il 35,5% del campione, mentre nella rilevazione di gennaio erano il 29%.
La fiducia di Regione in Regione
Come nei mesi scorsi, anche nella rilevazione del primo trimestre del 2012 vede le diverse Regioni d’Italia reagire in maniera diversa: da Nord a Sud, la percezione della situazione economica e, di riflesso, del mercato immobiliare, è variegata e difforme. Interessante notare che l’Umbria, che per sei mesi è stata prima in classifica per quel che riguarda la percezione positiva circa l’acquisto di immobili, nonostante resti a valori pressoché stabili rispetto a tre mesi fa, viene superata ora da Emilia Romagna e Toscana; entrambe le Regioni guadagnano quasi sette punti in più rispetto a tre mesi fa: la prima arriva al 58,2%, la seconda al 56,6%. La Sardegna, di contro, incassa un brutto calo di fiducia, che la porta a perdere la seconda posizione in classifica e ben 12 punti percentuali rispetto a tre mesi fa.
Fonte: articolo di Vittoria Giannuzzi da immobiliare.it del 24/04/2012
Il Censis lancia l’allarme prezzi case, ma in tanti dubitano

Si è fatto un gran parlare dell’allarme lanciato nei giorni scorsi dal Censis che, per tramite del suo Direttore Giuseppe Roma, ha pronosticato un effetto talmente nefasto dell’ IMU sul mercato delle case da doversi attendere un calo del valore degli immobili in una percentuale compresa fra il 20% e il 50%. Stando a quanto contenuto nella nota diffusa dall’Istituto di ricerca, quasi la metà dei nuclei familiari italiani (41%) si troverà in serie difficoltà per via dell’aumento delle tasse e delle spese legate alla casa, e a questo quadro va aggiunta anche la rivalutazione degli estimi catastali (orientativamente indicata in un aumento del 60%), che porterà le famiglie proprietarie di case a perdere in un solo colpo tutti i risparmi accumulati in questi tre anni in cui non hanno pagato l’Ici.
La riduzione dei costi degli immobili sarà causata, secondo Roma, dal fatto che molti italiani, per non andare ad attingere dal gruzzolo dei risparmi accumulati, venderà la propria casa, soprattutto se si tratta di una seconda casa e, come insegnano le più elementari leggi del mercato, un eccesso di offerta causa inevitabilmente una riduzione dei prezzi. Da qui la conclusione tracciata dal Censis secondo cui l’IMU sarà un’altra tegola sul già agonizzante mercato immobiliare e verso cui l’azione del Governo avrebbe dovuto essere di soccorso e non di aggravio.
Le repliche alle dichiarazioni di Roma non si sono fatte attendere e già in serata diversi professionisti del settore buttavano acqua sul fuoco e, quantomeno in parte, si dissociavano dalle affermazioni del Censis. Uno dei primi a dichiarare pubblicamente scetticismo riguardo soprattutto alle dimensioni dell’eventuale crollo, è stato Achille Colombo Clerici di Assoedilizia che ha anche ribadito come dichiarazioni di questo tipo siano molto gravi e rischino di appesantire il mercato più dell’ IMU stessa.
Di parere sostanzialmente concorde con Colombo Clerici anche l’Assoimmobiliare, che ha evidenziato come la sostanziale resistenza dei prezzi degli immobili durante il periodo di crisi economica attraversato negli ultimi anni dovrebbe rendere palese che previsioni di questo tipo sono decisamente azzardate. Vista l’esperienza nel settore Assoedilizia ha ovviamente citato anche il problema della vendita degli immobili tecnicamente noti come “not performing”, ma che possono produrre una riduzione dei valori come quella stimata dal Censis solo nel caso in cui vengano immessi sul mercato in contemporanea, in numero molto elevato e soprattutto da soggetti spinti da immediata e forte necessità di realizzo, non certamente per una motivazione fiscale come l’introduzione di una tassa simile all’IMU.
Fonte: articolo di Andrea Polo da immobiliare.it del 20/04/2012
Imu a giugno, settembre e dicembre

È stata stabilita la versione definitiva dell’Imposta Municipale Unica: ieri la Commissione Finanze di Montecitorio ha votato i cambiamenti principali e domani la versione definitiva dovrebbe arrivare alla Camera per ottenere l’approvazione definitiva. Sono stati innanzitutto stabiliti i tempi di pagamento dell’Imu che saranno in tre tempi, a giugno, a settembre e l’ultima rata nel mese di dicembre, sempre entro il 16 del mese.
Ciascun pagamento sarà equivalente ad un terzo di quanto complessivamente si deve pagare, ma ci sono alcune differenze tra i primi due e l’ultimo: quello di giugno e quello di settembre dovranno essere effettuati col modello F24 e verrà applicata un’aliquota identica in tutto il Paese, cioè quella base che corrisponde al quattro per mille. La rata che dovrà essere versata nel mese di dicembre invece sarà calcolata sulla base delle scelte dei singoli Comuni, che hanno tempo fino alla fine di settembre per decidere se innalzare l’aliquota fino al sei per mille.
Tutte queste norme riguardano l’imposta sulla prima casa, mentre per la seconda abitazione si continua a pagare la prima parte, equivalente al 50%, entre giugno e la parte restante alla fine dell’anno; per la rata di giugno l’aliquota sarà del 7,6 per mille mentre, anche in questo caso, quella di dicembre, potrà essere aumentata per effetto delle decisioni comunali ed arrivare fino al 10,6 per mille.
Per evitare abusi e falsi è stato ristretto il concetto di prima casa, a partire dal fatto che marito e moglie conviventi ma che, possedendo due abitazioni, dichiaravano due diverse residenze potranno ottenere le agevolazioni solo per quella che viene definita come “ dimora abituale”; detrazioni che per la prima abitazione sono di duecento euro più cinquanta euro per ogni figlio minore di 26 anni e a carico. È stato inoltre stabilito per le coppie divorziate che il pagamento dell’Imu spetterà a chi vive nella casa, indipendentemente dal fatto che sia il proprietario o meno dell’abitazione.
Fonte: articolo di Giovanna Valsecchi da immobiliare.it del 17/04/2012
Euribor in caduta allo 0,75 per cento: ecco che cosa cambia per le rate dei mutui

Non si arresta la caduta degli indici Euribor, sorvegliati speciali dagli oltre 3 milioni di italiani che hanno in pancia un mutuo a tasso variabile e da tutti gli “aspiranti mutuatari”. Questa mattina, secondo i dati diffusi come ogni giorno alle ore 11.15 dall’European banking federation, gli indici sono andati ancora indietro. L’Euribor a 3 mesi è scivolato allo 0,753% mentre l’indice a un mese si è portato a quota 0,41%.
Di decimo in decimo il calo di questi indici – che sintetizzano la media dei tassi a cui un panel di banche, soprattutto europee, si prestano soldi fra loro – sono ormai in flessione da diversi mesi, esattamente dal 20 luglio, quando è esplosa la crisi dei debiti sovrani con il temuto contagio della Grecia nella periferia dell’Eurozona. Senza andare troppo indietro nel tempo, a inizio anno l’Euribor a 3 mesi era all’1,34% e l’indice mensile all’1,08%. Adesso, dopo nemmeno quattro mesi, questi parametri hanno “bruciato” circa 60 punti base.
Da inizio anno il calo dell’Euribor corrisponde a due tagli Bce
A conti fatti, la riduzione degli Euribor corrisponde a più di due tagli del costo del denaro da parte della Banca centrale europea. Mentre il tasso Bce resta ancorato al minimo storico dell’1% gli Euribor continuano con il loro passo da gambero a perdere terreno. E di questo passo si stanno avvicinando ai minimi di sempre toccati il 31 marzo 2010 – apice del credit crunch bancario sfociato nella crisi dei debiti sovrani – quando l’Euribor a 1 mese toccò lo 0,397% e il trimestrale piombò 0,634% (guarda il minimo e il massimo dell’Euribor dal 1998 ad oggi).
Cosa cambia per chi ha il mutuo
La notizia farà certo piacere a chi sta rimborsando un mutuo a tasso variabile. Per questa categoria di mutuatari, in costante crescita negli ultimi mesi rispetto a chi opta per il fisso per quanto in un mercato in frenata a causa di spread alti e incertezze sulle aspettative reddituali delle famiglie, le rate sono decisamente meno salate.
Per fare un esempio, su un mutuo di 150mila euro da rimborsare in 25 anni, la rata di maggio sarà meno cara di circa 50 euro. Niente male in un periodo in cui tra Imu, rincari della benzina, bolli e nuove tasse c’è chi stima che le famiglie italiane dovranno sborsare tra i 2-3mila euro in più dello scorso anno.
Nuovi mutui
Uno sguardo anche ai nuovi mutui. I continui cali degli Euribor rendono decisamente più appetibili anche i partenza i contratti a tasso variabile. Il divario con il fisso, nel confronto tra le migliori offerte, si attesta ormai intorno a 250-300 punti base. Decisamente troppo. Tra le offerte più aggressive oggi Webank si posiziona, sempre restando nell’esempio standard di un mutuo da 150mila euro da restiturire in 25 anni, su un Taeg (tasso che comprende interessi e tutte le spese accessorie) del 3,55% (seguito da Cariparma al 3,69%, Bnl al 3,7%, Ing direct al 3,97%, Intesa Sanpaolo al 4,02%). Il miglior fisso, che trova ancora Webank tra le apripista, è al 6,23% (seguono Cariparma 6,34%, Bipiemme 6,41%, Bnl 6,43%). Circa il 3% in più. In soldoni sono 180-200 euro al mese. Oltre 2mila euro l’anno.
Previsioni
Cosa dice la sfera di cristallo dei mutui? Per quel che riguarda gli Euribor è previsto un ulteriore calo. Attualmente i contratti future sull’Euribor a 3 mesi scambiati sul mercato londinese Liffe indicano che l’Euribor a 3 mesi scenderà allo 0,66% a settembre 2012. Dopodiché tornerà a salire, ma molto lentamente. Dovrebbe restare sotto l’1% fino al marzo 2014 per poi portarsi all’1,9% nel 2016. Posto che l’attuale crisi economica europea non si risolva, a sopresa, prima del previsto.
Fonte: I libri del Sole 24 Ore – Il mutuo perfetto




